|
||||||
![]() |
per informazioni |
|||||
| PROGETTI PER LA SCUOLA | ||||||
|
FOLCO QUILICI SABATO 3 OTTOBRE LIBECCIO
Breve introduzione Proiezione di un Documentario Naturalistico, un incontro con un Mondo sempre più in pericolo da salvaguardare osservando la Vita dei popoli primitivi, che ci insegnano ad amare e rispettare la natura Presentazione del libro Libeccio, una grande fuga al di là dell'Oceano, un'avventura attraverso tutta l'America e attraverso un sogno di felicità e libertà Interventi degli ospiti, giornalisti e docenti
INCONTRO SERALE
Motivare la scelta di Folco Quilici in quattro parole è un’impresa ardua. Tutti sanno del suo grandissimo rispetto verso l’ambiente, che ha fotografato, documentato e approfondito in tutte le sue forme e in tutte le sue forze più possenti, nella qualità di documentarista e regista, con quel mezzo che solo l’immagine può esprime perché capace di offrire lo spettacolo della natura e della vita che essa stessa contiene, attraverso la sola sua stessa espressione silenziosa. Non Vi nascondiamo che un altro elemento che riteniamo di grande valore è la sua età; sufficientemente matura a dimostrazione di un passaggio degli ultimi 70 anni che, per mille sfaccettature evidenti, ha potuto esprimere il cambiamento climatico, non solo del Pianeta ma anche dell’uomo che lo occupa e, in particolar modo, la trasformazione che l’uomo stesso ha attuato dentro di sé in questo breve tempo. Speriamo di fare cosa gradita depositare a terra un mattone di questa portata che possa. insieme ad altri a seguire, edificare un contenitore atto a offrire ai nostri ragazzi spunti di pensiero e perle di saggezza, di supporto alla loro crescita.
Folco Quilici, nato a Ferrara nel 1930, è noto al grande pubblico soprattutto per i suoi documentari di carattere ambientale, realizzati a cavallo fra gli anni Cinquanta e gli anni Novanta: Sesto continente, L’ultimo paradiso (“Orso d’argento” per il miglior documentario al festival di Berlino del 1957), Oceano (premio “David Donatello” per la regia nel 1972), Fratello mare, Cacciatori di navi..., oltre che per i programmi televisivi trasmessi dalla Rai a partire dalla fine degli anni Sessanta: Alla scoperta dell’India (1966-68), Islam (1976-70), L’alba dell’uomo (1970-74), Mediterraneo (1972-76), Festa barocca (1982), Geo (1985). Ma Folco Quilici è tornato di attualità anche alle pendici dell’Adamello grazie alla recente biografia di Toni Secchi (curata da Vladimir Clementi), laddove emergono ricordi un po’ “boccacceschi”, come quando, in Africa, lo stesso Toni Secchi trasformerà la camera d’albergo «in una sorta di garçonnière mentre il suo assistente operatore, dopo che i due hanno segato le inferriate per consentire il passaggio delle... ospiti, «si divertiva a sparare fotografie...». E quando Folco Quilici, «che invece era un po’ “santo”... vedeva ’sti lampi di flash, sentiva tutti quei rumori, e diceva: “Ma cosa fate voi la notte invece di dormire?”. “Orco cane, Folco, tutti i provini di questa macchina nuova, ci perdiamo le notti...”. “Ah, bravi ragazzi, bravi...”». La «macchina nuova», perché in Africa, nel Ciad, Quilici ed il suo direttore della fotografia, Secchi, avranno anche la ventura di sperimentare una macchina da presa che «usava la pellicola normale, ma posizionata in maniera orizzontale; come qualità era una meraviglia –! è sempre Secchi, che racconta – Solo che la macchina, con due chassis da 300 metri messi in orizzontale, sembrava un aeroplano! Era scomoda da muovere, anche se tecnicamente perfetta...».
Nella foto, da sinistra:
|
||||||
|